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a cura di Biagio Maimone


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Domanda:

Presidente Berlusconi, recentemente a Strasburgo si è riunita la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la richiesta della Sua riabilitazione o agibilità’ politica, che, come abbiamo visto, non Le ha impedito e non Le impedirà, indipendentemente da come si pronunceranno i Giudici, di partecipare, in prima persona, alla attuale campagna elettorale. Crede di poter vincere le prossime elezioni e, se si, quanto saranno determinanti i Suoi due alleati Salvini e Meloni ?

Risposta:

Sebbene siano passati quattro lunghi anni confido di avere finalmente dall’Europa quella giustizia che mi è stata negata e vedere ripristinata la mia onorabilità che è stata lesa da una condanna assurda e dall’applicazione retroattiva di una legge, contro ogni principio del diritto. Ciononostante il mio impegno in campagna elettorale e al servizio del paese continua ai massimi livelli. E’ un dovere che sento verso il mio paese e gli italiani che mi hanno sempre dato fiducia e affetto.

Un affetto che vedo ricambiato: tutti i sondaggi per il centrodestra indicano la soglia del 40% a portata di mano, il che significa la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Sono convinto però che il 45% sia un obbiettivo alla nostra portata e per raggiungerlo conto sul contributo dei nostri connazionali che vivono all’estero. Il loro voto, ora come sempre, è fondamentale e mi permetto qui di rivolgere un appello al voto, a compilare il modulo elettorale che hanno ricevuto, barrando il simbolo che porta il nome dei tre leaders: Salvini, Berlusconi, Meloni. La nostra coalizione, il centro-destra, è solida perché si fonda su idee e progetti condivisi, oltre che su una storia di decenni di positiva collaborazione. Questo è il dato importante. Matteo Salvini ha uno stile comunicativo che ho definito pirotecnico, che ha fatto guadagnare parecchi voti alla Lega, e questo è un bene perché fa crescere la coalizione. Ma ci troviamo sempre d’accordo nelle scelte concrete. Giorgia Meloni rappresenta con dignità una storia importante, ed è una persona di carattere forte e responsabile.

Per questo io sono ogni giorno più certo che vinceremo le elezioni e che il centrodestra garantirà all’Italia cinque anni di buongoverno, di stabilità e di crescita.

Domanda:

Cosa realmente vorrebbe fare l’uomo Berlusconi per i cittadini italiani, per i giovani, per i meno giovani, per i pensionati, per la sicurezza, per le donne, per i nostri poveri, per l’immigrazione. Qual’ è, in definitiva, il Suo progetto di vita, alla cui realizzazione ambisce più di quanto non ambisca per ogni altro Suo progetto?

Risposta:

Il nostro Governo intende partire proprio dalle persone che soffrono e rischiano di più: siamo un grande Paese europeo, non possiamo accettare che vi siano 15 milioni di italiani sotto la soglia di povertà, e fra loro 4.750.000 persone in condizioni di povertà assoluta. Non possiamo accettare che i nostri giovani rinuncino sia a studiare che a cercarsi un lavoro, oppure debbano andare all’estero per costruirsi un futuro. Una scelta spesso lacerante, il cui significato è ben compreso dai lettori di questo giornale.

Non possiamo accettare che vi siano fra noi 600.000 stranieri irregolari che vivono inevitabilmente ai margini della legge, di espedienti e di reati, mentre non siamo nemmeno in grado di ridare la cittadinanza ai nostri connazionali che l’hanno perduta.

Partiremo con politiche che aggrediscano da subito la povertà, come il reddito di dignità per chi guadagna meno di 1000 euro circa, e l’adeguamento sempre a 1000 euro delle pensioni minime per tutti, anche per le donne – parlo delle nostre mamme – che non hanno mai lavorato per badare alla famiglia ed ai figli. Garantiremo la sicurezza ripristinando la presenza visibile delle Forze dell’Ordine anche nelle zone più difficili, con il Poliziotto e il Carabiniere di quartiere, e i militari nelle strade ad aiutare il prezioso lavoro dei tutori della legge.

La crescita economica riceverà nuovo impulso da una politica fiscale diversa, basata sulla flat tax, la tassa “piatta” che taglia le aliquote per tutti e soprattutto per i più deboli e per il ceto medio. Come è accaduto in molti Paesi nel mondo, il taglio delle tasse significa stimolo all’economia: lasciando più denaro alle famiglie e alle imprese, aumentano i consumi e gli investimenti; questo a sua volta determina più posti di lavoro e quindi più ricchezza circolante, che a sua volta fa aumentare i consumi e così via in un circolo virtuoso che abbiamo chiamato “equazione liberale della crescita e del benessere”, che fa bene anche ai conti pubblici, sia perché aumenta il numero dei contribuenti, sia perché consente allo Stato di aiutare con maggiore generosità i cittadini che sono rimasti indietro.

Proprio negli Stati Uniti prima un Presidente progressista come John Kennedy negli anni ’60, poi un Presidente conservatore come Ronald Reagan negli anni ’80, fecero una cosa simile: tagliarono fortemente le aliquote fiscali, Reagan addirittura rovesciò l’aliquota più alta che era del 72% e divenne del 27% Una ricetta sulla quale punta anche l’attuale Presidente degli Stati Uniti.

E parlando di Stati Uniti, vorrei rassicurare anche quell’ Italia che vive dall’altra sponda dell’Atlantico. Conosco bene i problemi dei nostri connazionali che vivono all’estero e per questo ci impegneremo per la scuola e per la promozione della lingua italiana, per una migliore assistenza sanitaria e per il potenziamento dei servizi consolari con il mantenimento della rete sul territorio, cosi come continueremo a lavorare per la tutela e la promozione del ‘Made in Italy’ che ci rende orgogliosi e fieri di ciò che siamo e di quanto sappiamo realizzare come Italiani.

Domanda:

Il Milan ha rappresentato per Lei, senza alcun dubbio, una grande passione. E’ stata una scelta sofferta doverlo cedere?

Risposta:

Si è stata una scelta sofferta, ma una scelta obbligata perché ormai il calcio è diventato un ‘gioco del Monopoli’, dove il dato economico prevale su quello agonistico.

L’entrata di flussi di capitale provenienti dal mondo del petrolio ha fatto si che i prezzi d’acquisto e di mantenimento di campioni necessari per restare ai vertici europei e mondiali, come quelli del Milan, sono impossibili da sostenere da parte di una singola famiglia.

L’acquirente cinese poi si è impegnato ad intraprendere una campagna acquisti da 250 milioni di Euro. Impegno che ha mantenuto e nonostante un inizio non proprio entusiastico la squadra, per la quale faccio sempre il tifo, sembra avere imboccato la strada giusta.

Domanda:

La comunicazione ha assunto nella Sua vita lavorativa un ruolo fondamentale : creando Mediaset ha creato una nuova forma di fare televisione e di fare comunicazione, conquistando gli italiani. Tanti hanno manifestato l’interesse ad acquistare Mediaset. La cederebbe come ha fatto con il Milan?

Risposta:

La gestione e le scelte economiche riguardanti Mediaset sono ormai da tempo nelle mani dei miei figli Piersilvio e Marina che portano avanti il mio lavoro con dedizione, capacità e impegno. Come padre è per me grande motivo di orgoglio e soddisfazione. Quindi il legame anche affettivo nei confronti dell’azienda di famiglia permane inalterato, ma è altresì certo che con l’avvento di internet il mondo dei media e della comunicazione nel quale si trovano ad operare sia oggi molto più complesso di anche solo pochi decenni fa. Assistiamo alla nascita di nuovi colossi, a frenetiche fusioni e acquisizioni. La competizione – tra e con – le varie piattaforme tecnologiche si fa sempre più serrata e ciò richiede strutture finanziare in grado di sostenere investimenti e sviluppo Semmai darò solo un contributo di saggezza alle decisioni che adotteranno, anche se francamente devo dire che le cose vanno bene e non sono previsti significativi cambiamenti.

Domanda:

Quanto è stato determinante l’affetto straordinario nutrito per Sua madre sul piano delle Sue scelte professionali e del Suo rapporto con gli altri.

Risposta:

Per spiegarlo basta quanto segue: per me fare politica è sempre stato un sacrificio, e avrei vissuto meglio da tutti i punti di vista se non me ne fossi occupato ed anche ora, se sono in campo con i miei anni e con tutto quello che ho fatto e vissuto, non è certo per il bisogno di soddisfazioni personali ma perché sento un dovere nei confronti del Paese che amo. Un dovere che avverto ineludibile in me da quanto una volta mia madre, quando stavo decidendo se scendere in campo, nel 1994, mi disse queste parole: “Tu sai che io sono contraria, ma se tu senti forte il dovere di farlo, allora non saresti il figlio che tuo padre ed io abbiamo creduto di educare se non ti trovassi anche il coraggio di farlo”.

Io non ho mai dimenticato quell’insegnamento, che è la sola ragione per la quale sono ancora in campo.

Domanda:

Qual è la più grande soddisfazione che la vita Le ha dato e qual è il Suo più grande rimpianto?

Risposta:

Io posso dire di essermi sempre posto da imprenditore e da uomo di Stato traguardi ambiziosi, addirittura troppo ambiziosi secondo l’opinione comune, e di averli sempre realizzati.

Da quando ho costruito Milano 2 e Milano 3, a quando ho portato la televisione commerciale in Italia, e poi quando ho fatto del Milan la squadra più titolata del mondo. Lo stesso in politica, da quando ho creato in due mesi un partito che ha vinto le elezioni e conquistato la guida del governo, fino a quando ho indotto Bush e Putin a firmare l’accordo di Pratica di Mare con il quale si poneva fine, anche simbolicamente, a cinquant’anni di guerra fredda. Il mio più grande rimpianto è stato quello di non essere riuscito a convincere il 51% degli italiani, ma con quell’ottimismo che i nostri connazionali in America sapranno apprezzare non perdo mai la speranza.

Domanda:

Molto si parla dei Suoi impegni, poco si sa del Suo tempo libero e degli hobbies che coltiva. Ne parlerebbe volentieri ai nostri lettori?

Risposta:

Le descrivo la mia giornata tipo attuale: Mio padre mi ha insegnato a non andare a dormire se ci sono ancora cose da sbrigare sulla scrivania e quindi finisco per dormire molto poco. Mi sveglio molto presto, leggo i giornali e poi mi dedico alla attività fisica. Faccio ginnastica, cammino e corro almeno per quattro, cinque chilometri e finisco con una bella nuotata di mezz’ora. E così mi sento in forma. Per tutto il resto della giornata, fino a notte tarda, lavoro in modo continuativo con decine di telefonate e moltissimi appuntamenti.

Come vede mi rimane poco tempo per coltivare hobbies e francamente a me piace vivere così, come ho sempre vissuto.