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Clicca QUI per leggere l’articolo apparso su su America Oggi del 27 Febbraio 2018

Domanda:

“Liberi e Uguali” sfida la sinistra attuale per quanto attiene i valori che ne hanno caratterizzato il suo percorso politico e storico. E’ ben evidente che si tratta di riscattare dall’eccesso di posizioni liberistiche un partito nato per il popolo, per i lavoratori , per le classi meno abbienti . Sue riflessioni in merito.

Risposta:

La sfida di Liberi e Uguali è quella di riportare alcuni grandi temi al centro della discussione politica: lavoro, diritto alla salute, diritto all’istruzione gratuita per tutti, ricchi e poveri. In Italia e nel mondo aumentano le diseguaglianze, è un tema che è molto al centro del dibattito politico anche americano. Noi vogliamo che la gente che lavora non si rifugi nella paura, nel cinismo e nel rancore, ma che torni a sperare in un futuro migliore. Siamo qui per fare in modo che chi soffre e ha una vita dura abbia qualcosa in cui credere, e non si faccia raccontare frottole sull’immigrazione o sulla riduzione delle tasse per tutti – che è una riduzione delle tasse per i più ricchi.

Domanda:

Vi è stata una trasformazione storica nel mondo del lavoro , culminata nella scarsamente amata legge Fornero , che non è stata osteggiata , in modo chiaro e preciso , da nessun schieramento politico, anche di quello depositario del dovere di difendere i più deboli .

Come spiega tale silenzio ?

Risposta:

Il tema delle pensioni è un tema delicato e complesso: la legge Fornero presenta degli aspetti sbagliati che vanno sicuramente corretti. Non è la stessa cosa aver lavorato come impiegato in un ufficio o aver fatto l’operaio in una raffineria, aver guidato un muletto in cantiere o aver lavorato in una cucina di risotorante. Per i lavori usuranti dobbiamo cambiare le regole. Quanto al silenzio, credo che alcuni abbiano avuto troppa paura di difendere i propri principi e valori in questi anni. Ma non è più così: per questo è nato Liberi e Uguali. Certo, la crisi economica terribile non ha aiutato: l’Italia è stata sottoposta a una cura dimagrante e la lege Fornero è anche figlia di quel momento. Ma va cambiata.

Domanda:

Si evidenzia , sulla scena politica, un centrosinistra molto fragile e polemico . E’ possibile ricomporre le tante correnti che lo rappresentano e quale potrebbe essere il comune denominatore?

Risposta:

Credo che il Pd debba fare un grande riesame delle sue posizioni. Per tutta la campagna elettorale ci ha accusato di voler far vincere le destre, ma le destre hanno vinto le amministrative in diverse città anche quando il centrosisnistra si presentava unito. Io dico: rilancio del welfare, investimenti intelligenti in ambiente ed economia, tolleranza. La base di una discussione a sinistra sono i valori della nostra costituzione. Una delle più belle e avanzate del pianeta.

Domanda:

Troppa violenza , non solo malavitosa , ma anche espressione delle dimensioni che dovrebbero esserne esenti, quale la scuola. Si registra un decadimento morale, sul quale la politica non può non intervenire. Poco si parla delle nuove forme di barbarie che indeboliscono il tessuto sociale ed umano . Vi è un progetto su tale versante che intendete realizzare?

Risposta:

La crisi genera insicurezza e l’insicurezza fa crescere i fenomeni di micro criminalità e i comportamenti devianti, che si tratti di crimine o meno. Il mondo sta cambiando velocemente e non sembriamo avere tutti gli strumenti per governare il cambiamento. Su questo la politica può e deve soprattutto dare l’esempio: moralità, toni pacati – come ho cercato di tenere durante tutta la campagna elettorale – e irreprensibilità.

Domanda:

L’immigrazione è il tema centrale dell’attuale campagna elettorale. Essa certamente deve essere regolamentata , ma la centralità di tale tema rischia di lasciare in ombra gravi problematiche del tessuto sociale, quali l’impoverimento eccessivo, la disoccupazione, la sanità che diventa sempre più privata , l’emarginazione eccessiva dei meno abbienti, la sofferenza sociale e, nel contempo, umana di tanti cittadini . Quali risposte il Suo partito si prefigge di dare ai drammi reali e , quasi taciuti, della nostra società.

Risposta:

L’immigrazione è un fenomeno da governare e chi dice che la può cancellare con la bacchetta magica (o costruendo un muro come promette di fare il presidente Trump) dice una cosa non vera. Ciò detto, in Italia in questi anni è aumentata la povertà, l’occupazione è precaria e i redditi sono diminuiti e dobbiamo intervenire: noi diciamo rilancio del welfare, creazione di lavoro stabile e buono, finanziamento del Reddito di inclusione che al momento è sotto-finanziato, non raggiungendo tutti quelli che ne hanno bisogno.

Domanda:

E’, senz’altro, indiscutibile che il processo economico segua le sue direzioni in quanto esprime interessi legati al mercato, ma ciò non esclude che la politica debba umanizzare i processi economi rendendoli aderenti ai bisogni umani . La vita politica attuale sembra riconoscere poco i bisogni dell’essere umano, molto di più, per contro, i bisogni dell’imprenditoria, slegandoli sovente dalla centralità dell’uomo, che è l’assunto da cui prende le mosse la filosofia della sinistra storica. Anche la nostra epoca deve sapere accogliere la centralità dell’essere umano , permettendo che il progresso economico e tecnologico avanzino , senza che la persona ne venga danneggiata, ma, al contrario, beneficiata. Sue riflessioni.

Risposta:

La politica serve proprio per correggere le storture del mercato. Faccio un esempio: in questi anni troppe ricchezze sono finite in paradisi fiscali o in rendita finanziaria. La politica a livello sovranazionale deve intervenire per fare in modo che i miliardari non possano e non debbano pagare meno di quella che in America chiamate la middle class. La politica deve intervenire per fermare il cambiamento climatico, quello i cui effetti cominciate a conoscere bene in America con uragani che si intensificano nel Sud e sulla east coast e la stagione degli incendi nel West che si allunga. Ecco due grandi temi per la politica: combattere le diseguaglianze per creare una società più giusta e salvare il pianeta per consegnarlo ai nostri figli e nipoti come i nostri nonni lo hanno consegnato a noi.

Domanda:

Ancora scarsa la partecipazione delle donne nella vita politica . Cosa rende difficile , a Suo avviso, la piena partecipazione delle donne nei ranghi più rappresentativi della vita istituzionale ?

Risposta:

Il soffitto di vetro esiste, ma il problema non è solo la vita politica. La partecipazione cresce e in questi anni abbiamo conosciuto un protagonismo delle donne, in Italia come in America. Il tema io credo sia favorire la partecipazione delle donne a tutta la vita economica e sociale. In Italia troppe poche donne lavorano e troppo spesso le donne che lavorano guadagnano meno degli uomini o sono impiegate in mansioni meno qualificate. Lavoriamo su questi problemi e le donne sapranno prendere anche il loro spazio nella vita istituzionale. Aggiungo una cosa: nella nostra lista di donne ce ne sono tante con storie importanti e diverse, come l’ambientalista Rossella Muroni, la presidente della Camera Laura Boldrini, l’economista Cecilia Guerra, l’avvocato Anna Falcone. Non le abbiamo candidate per obbedire alle quote rosa, ma perché sono un enorme valore aggiunto in termini di saperi e qualità di idee che portano.

Domanda:

L’affermazione secondo cui un mondo migliore è possibile, se a volerlo sono politici di buona volontà , può considerarsi un’utopia o una verità storica ?

Risposta:

Non sono solo i politici a dover avere buona volontà. Serve la partecipazione attiva dei cittadini per costruire un mondo migliore. L’uomo solo al comando non è capace a fare i miracoli, servono passione, volontà e impegno di tutti. Lavoro comune. Ecco, quando questo succede, come è capitato ad esempio nell’Italia dopo la Guerra, come è stato negli anni 30 in America dopo la Grande Depressione, allora il mondo migliora davvero.

Domanda:

Qual è il progetto politico che Lei , più di ogni altro, aspira a voler realizzare?

Risposta:

Ho combattuto la criminalità organizzata per tutta la mia vita professionale. Non è un progetto politico in senso stretto, ma credo che l’Italia, liberata dalle mafie sarebbe un Paese migliore e che anche l’amministrazone della cosa pubblica smetterebbe di essere inquinata da corruzioni e sprechi.

Domanda:

Infine, Le chiediamo un Suo messaggio ai cittadini italo-americani e ai lettori di “America Oggi”.

Risposta:

Agli italiani d’America mando un saluto affettuoso. Vengo da una terra di emigrazione ho sentito raccontare e conosco storie drammatiche e storie di grande successo e so quanto sia forte il legame con l’Italia di quelli che sono partiti, dei loro figli e dei loro nipoti. Un legame che vogliamo rinnovare e mantenere. Negli ultimi anni tanti italiani, per ragioni professionali o in cerca di un futuro migliore, hanno fatto la traversata dell’Atlantico per venire a vivere e lavorare negli Stati Uniti, rinnovando il rapporto con il vostro Paese. C’è una vecchia generazione di italo americani di cui abbiamo seguito la capacità di conquistarsi uno spazio importante in ogni ambito della società americana e c’è una comunità più giovane che fa valere le sue capacità nel migliore dei modi. C’è chi lavora nei quartieri a forte presenza italo-americana, chi fa il commuter dal Connecticut o dal New Jersey verso New York e chi si è andato a stabilire nella Silicon Valley o in altri centri di eccellenza scientifica. Sono storie tutte diverse e tutte belle da raccontare. Come quella della vostra-nostra comunità.

Il voto agli italiani all’estero è un modo in più per rinsaldare la relazione con le comunità italiane anche dal punto di vista dell’esercizio della cittadinanza. Per questo è utile esercitare questo diritto, qualsiasi cosa si scelga di votare.

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