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Agenpress. In Svizzera un medico potrà decidere in piena autonomia se aiutare un malato terminale a morire sia deontologicamente giusto o no.

Questo accadrà quando verranno approvate le modifiche alla direttiva del 2004 ‘Atteggiamenti di fronte al fine vita e alla morte’ volute dall’Accademia delle scienze mediche, considerato il “più alto organo morale che orienta la pratica medica del Paese”.

Un punto non proprio marginale, tanto che la Conferenza episcopale elvetica ha criticato con fermezza la sostituzione dell’oggettività delle finalità della medicina con “un relativismo che mette unilateralmente l’accento sull’autodeterminazione dei pazienti e l’opinione soggettiva del personale medico”.

Tradotto in parole più semplici, spiega il prof. André-Marie Jurumanis, membro della Commissione di Bioetica della Conferenza dei vescovi svizzeri, sarà il singolo medico a stabilire “cosa è male e cosa è bene. E questo è scritto. Contrariamente alla direttiva del 2004 nella quale si stabiliva che l’assistenza al suicidio era contraria agli scopi della medicina”. Un passo in avanti pericoloso temuto dai vescovi svizzeri perché il concetto di base potrebbe essere allargato ad altre situazioni e ad altri campi.

L’articolo In Svizzera un medico potrà decidere in “piena autonomia” se aiutare un malato terminale a morire proviene da Agenpress.



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