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Agenpress. Dopo gli strafalcioni costituzionali della riforma Boschi sonoramente bocciata dagli italiani, è grottesco che esponenti del Pd e affini parlino di “mancanza di cultura costituzionale” del MoVimento 5 Stelle, che ha rappresentato invece un baluardo della nostra Carta. Altrettanto ridicole sono le analogie tra il Comitato di conciliazione previsto dalla bozza del Contratto di Governo e il gran consiglio del fascismo, analogie che dimostrano una grande ignoranza della storia costituzionale italiana ed europea.

Innanzitutto, il Comitato di conciliazione è uno strumento tipico dei contratti di Governo stipulati tra forze politiche diverse, come dimostra la decennale esperienza tedesca. Rispetto a quanto previsto dalla bozza di contratto tra MoVimento 5 Stelle e Lega, il Comitato di conciliazione ha il compito di creare un ponte tra Parlamento, Governo e forze politiche contraenti: è infatti composto dal Presidente del Consiglio, dal Ministro competente per materia, dai presidenti dei gruppi parlamentari, dal Capo politico del MoVimento 5 Stelle e dal segretario della Lega.

Ha un ruolo quindi totalmente diverso sia dal Consiglio dei Ministri sia dal Parlamento, perché il suo obiettivo è esclusivamente quello di ricomporre le controversie che dovessero sorgere rispetto all’interpretazione o all’applicazione di norme del contratto, oppure di arrivare a una posizione comune rispetto a tematiche non presenti nel contratto o con carattere di urgenza, cioè imprevedibili al momento della sottoscrizione del contratto.

Non è un organo occulto e non è in contrasto con la Costituzione, perché una sede di compensazione non limita le prerogative istituzionali delle Camere e del Consiglio dei Ministri, ma anzi esalta il principio di leale collaborazione istituzionale.

C’è chi cambia il Paese e c’è chi lo ha distrutto. Più ci attaccano, più ci motivano!

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