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Agenpress. Oltre 50mila consumatori hanno già aderito di cui 12mila in Italia: la multa che l’Information Commissioner’s Office il garante Privacy nel Regno Unito ha inflitto a Facebook per non aver controllato che Cambridge Analytics cancellasse i dati ottenuti dal social network senza il consenso dei consumatori rafforza le ragioni delle quattro class action che Altroconsumo e le organizzazioni in Belgio, Spagna e Portogallo stanno portando avanti contro FB.

La richiesta ai giudici dei quattro Paesi europei è di un risarcimento di almeno 200 euro per ciascuno degli utenti del social network, a causa dell’uso improprio dei dati.

Per Marco Pierani, Responsabile Public Affairs e Media Relations per Euroconsumers, il network delle Organizzazioni di consumatori impegnate nella battaglia internazionale: “La sanzione nel Regno Unito si aggiunge all’apertura del fascicolo da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia ed è la conferma che siamo nel giusto. FB deve risarcire gli utenti e le nostre class action sono l’unico strumento quale private enforcement per raggiungere questo obiettivo. Le sanzioni delle autorità invece in quanto strumento di public enforcement non portano le somme di risarcimento direttamente ai consumatori. È ora di vedere sanato questo scollamento”.

Tutti gli utenti Facebook sono stati vittime di un continuo e massivo uso improprio dei dati da parte del social network o di altre app che operano sulla piattaforma. Con la raccolta di grandi volumi di dati e la loro condivisione con parti terze senza che l’utente avesse dato il consenso in modo pienamente consapevole, Facebook ha violato sia la normativa sulla protezione dei dati, sia la fondamentale legislazione sui consumatori, traendone indebiti e ingentissimi guadagni.

L’articolo ICO multa FB, ora più forti le ragioni dei 50mila aderenti nelle 4 class action in Europa proviene da Agenpress.



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