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Agenpress. Paura, molti danni e almeno quattro feriti. E’ questo il “bilancio” della scossa di terremoto di magnitudo 4,8 legata all’eruzione dell’Etna che nella notte tra il 25 e il 26 dicembre ha fatto tremare la provincia di Catania, causando diversi crolli. L’epicentro e’ stati localizzato tra i comuni di Viagrande, Trecastagni e Aci Bonnacorsi con un ipocentro a un solo chilometro di profondità che ha accentuato l’effetto della scossa. Molti edifici vecchi hanno riportato gravi danni e decine di famiglie hanno trascorso la notte in strada.  La macchina dei soccorsi si è subito attivata. La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile continua a seguire l’evolversi della situazione in stretto raccordo con i centri di competenza (Ingv e Unifi) e con la Regione Siciliana.
Nelle ore suiccessive è continuato lo sciame sismico in provincia di Catania: “È passata la prima nottata – annota il Presidente della Sicilia, Nello Musumeci, sulla sua pagina Facebook -. Grazie all’immediato intervento della Regione e del dipartimento regionale della Protezione civile, che ha sottoscritto una convenzione con Federalberghi, tutti gli sfollati che lo hanno richiesto sono stati alloggiati in albergo”. Sono in tanti, pero’, tra i seicento sfollati, ad avere scelto di passare la notte in auto per paura di atti di sciacallaggio. Stanno proseguendo i controlli con 20 squadre che stanno verificando la staticità degli immobili”, ha proseguito ancora Musumeci. Nel pomeriggio a Catania, come preannunciato, si riunira’ il governo regionale”.
“Non dobbiamo agire sull’onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse. Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche. La Sicilia è la regione più esposta d’Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale. L’80 per cento delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici”, ha aggiunto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. “Siamo abituati – ha proseguito il Presidente – a convivere con le scosse e anche con i danni agli edifici. Stiamo cercando di capire come si evolverà l’attività effusiva e sismica, oltre a interrogarci se i Comuni hanno il Piano di protezione civile. Insomma, se tutto è predisposto perché si possa affrontare e gestire al meglio una condizione di emergenza. Gli sfollati? Speriamo possano tornare presto nelle loro case perché non si può vivere in un Palasport o in un albergo se non per alcuni giorni. Noi dobbiamo invece vigilare sulle infrastrutture, su quelle particolarmente sensibili come gli ospedali e le scuole. Sono questi i veri temi che devono fare riflettere tutti”.

L’articolo Scossa terremoto a Catania: Musumeci, la Sicilia è regione più esposta proviene da Agenpress.



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