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Agenpress. Sull’assoluzione dei parenti di Sana, la ragazza pakistana di 25 anni che viveva a Brescia e uccisa per essersi rifiutata di assecondare un matrimonio combinato, interviene l’avv. Elisabetta Aldrovandi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime:

“È una sentenza scandalosa, perché il padre, il fratello e lo zio confessarono di avere strangolato Sana perché, come dissero, aveva disonorato la famiglia. Ma ciò nonostante per i giudici pakistani non c’erano prove sufficienti. E così i tre sono stati assolti.

Non mi aspetto granché dalla giustizia di uno Stato in cui le donne sono sottomesse ai loro padri e fratelli da nubili, e ai loro mariti (imposti dalle famiglie) da sposate. Ma mi aspetto levate di scudi indignati da parte delle centinaia di migliaia di pakistani che vivono in Italia, che hanno il dovere morale ed etico di opporsi pubblicamente assieme a tutti noi allo scempio di una vita umana innocente, colpevole solo di vivere la sua vita come voleva lei. E non come volevano gli altri.

È ora che anche le comunità straniere in Italia che provengono da culture nelle quali la mancanza di rispetto verso le donne e i loro diritti sono “tradizioni” incontrastabili si facciano sentire mostrando tutto lo sdegno possibile contro usanze non in linea con la società moderna e contro ingiustizie assurde perpetrate alle donne”.

L’articolo Assoluzione per l’omicidio di Sana, le comunità pakistane in Italia facciano sentire il loro sdegno proviene da Agenpress.



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