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Agenpress – Theresa May non si arrende: il primo ministro inglese ha infatti presentato una mozione che verrà votata dai Comuni nel tardo pomeriggio e che indica in mercoledì la prossima scadenza ultima per approvare l’accordo sulla Brexit, già bocciato, da lei negoziato con Bruxelles. Se passerà il ‘no’ alla mozione, il governo “faciliterà” la ricerca di “maggioranze diverse” in Parlamento secondo ipotesi di accordo alternative a quella della premier. In quest’ultimo caso i tempi dell’uscita dall’Ue si allungherebbero.

Il Parlamento britannico affronta oggi “una scelta cruciale”, ha detto ai Comuni il vicepremier di fatto, David Lidington, precisando che, in caso di ‘no’ alla mozione, il governo “faciliterà” nelle prossime settimane la ricerca di “maggioranze diverse” in Parlamento su ipotesi di accordo alternative a quella della premier.

Il testo  è stato illustrato stamane alla riapertura del dibattito da parte della ministra Andrea Leadsom. Se passa, sarà un segnale di possibile ricompattamento della pur risicata maggioranza di governo. Se no, s’aprirà l’incognita dello scenario della richiesta d’un rinvio lungo evocato dalla stessa premier. Rinvio su cui Donald Tusk si è detto possibilista e ha annunciato che “durante le mie consultazioni prima del Consiglio europeo chiederò ai 27 leader dell’Ue di essere aperti” , ma solo se accompagnato da “un ripensamento della strategia” britannica: ossia dall’indicazione di una Brexit più soft(basata ad esempio sul piano B dl leader laburista Jeremy Corbyncon permanenza nell’unione doganale); o da elezioni anticipate; o da un referendum bis.

La speranza della premier è di strappare un sì per poi chiedere a Bruxelles una proroga ‘breve’ dell’articolo 50, e cioè fino al 30 di giugno.

Saranno 4 gli emendamenti promossi da deputati dell’opposizione o da Tory dissidenti dalla linea del governo ammessi oggi al voto dallo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow.

Al voto oggi anche quattro emendamenti promossi dall’opposizione o dai Tory dissidenti:

  • – Il primo, presentato dalla deputata del Gruppo Indipendente di recente creazione, Sarah Wollaston, propone di estendere l’articolo 50 del trattato di Lisbona allo scopo di indire un secondo referendum. Un emendamento che difficilmente passerà: un portavoce del Labour ha già annunciato che non lo sosterrà.
  •  – Il secondo, proposto dai laburisti Hilary Benn e Yvette Cooper e da altri sette deputati, tra cui due Tory, prevede di dedicare la seduta del 20 marzo a un dibattito per “consentire alla Camera dei Comuni di trovare una soluzione affinché sia il Parlamento a condurre il negoziato con l’Ue e a proporre strade verso l’accordo diverse da quella di Theresa May”.
  •  – Il terzo, sostenuto dal leader del Labour, Jeremy Corbyn, propone una iniziativa simile: estendere l’articolo 50 per concedere tempo al Parlamento per trovare una maggioranza su un approccio diverso alla Brexit.
  •  – Nel quarto, invece, presentato dal laburista Chris Bryant (j), si chiede alla premier di non sottoporre il suo piano a un altro voto di ratifica ai Comuni, che lo hanno già bocciato due volte.

L’articolo Brexit. Si votano oggi 4 emendamenti promossi dai deputati dell’opposizione proviene da Agenpress.



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