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Agenpress – “Con dieci voti su 78 iscritti al gruppo WhatsApp, sono stato espulso dalle ‘Sardine lucane’”. Lo ha scritto, in un comunicato, Vincenzo Petrone, evidenziando di essere stato espulso “per aver protestato ieri contro il leader nazionale Mattia Santori per non aver inserito la Basilicata nella delegazione ricevuta dai Ministri Provenzano e Boccia e per la scarsa democrazia interna nel Movimento in cui i ruoli sono autoelettivi e i temi lanciati sul mercato politico sono casuali e frutto di nessuna discussione interna (si veda l’appoggio al mantenimento dei vitalizi)”.

Petrone – che si firma come “un lucano che vive a Roma – ha inoltre evidenziato che “è vero che le sardine sono giovani e molto inesperte, ma non possono avere la presunzione, a pochi mesi dalla nascita, di parlare a nome di tutti, di farsi ricevere dal Governo, di mettere temi non discussi sul tappeto, di espellere chi dissente da questi metodi, di non ascoltare le ragioni dell’avversario (altre e sono molte sardine come loro) e di preoccuparsi solo che il ‘nemico’ danneggi l’immagine a favore di telecamere del Movimento”.

La Basilicata oggi non era rappresentata – si è lamentato l’attivista lucano -. Ieri noi Sardine lucane abbiamo votato per non far venire la nostra rappresentante, per non umiliarci, perché ce lo avete detto ieri all’una”. Poi la domanda che zittisce Santori: “Chi vi ha delegato a venire dal ministro? Qual è il metodo democratico di questo movimento? Non sarà un partito? E chi l’ha deciso?”.

Poi Petrone nota una certa somiglianza con il Movimento 5 Stelle: “Ci siamo fatti fregare 10 anni fa dal M5S, ora non ci facciamo fregare anche da voi. La democrazia non è solo una parola, è qualcosa di concreto”. Parole alle quali il front-man ittico non può evitare di rispondere: “Abbiamo portato dei contenuti e dei temi che parlavano di Sud, abbiamo portato per la prima volta il Sud nell’agenda politica. Se questa cosa non ti sta bene evidentemente non ti interessa. Io sono emiliano-romagnolo, dormo 5 ore a notte da 3 mesi per portare dei temi che alla mia Regione non interessano. E tu stai venendo qua a prenderti le telecamere”. “Scusa se te le tolgo“, ribatte l’attivista lucano. “Le stai togliendo al Sud”,

In una lettera pubblicata da basilicata24.it, Petrone scrive:

Seguo le Sardine dall’inizio ed ho partecipato con entusiasmo alla grande manifestazione di Roma dove abito. Sono anche icritto al gruppo Sardine Lucane, la regione che amo e in cui sono nato.

Attualmente chiunque può definirsi a mio parere Sardina in quanto follower dei vari gruppi Fb. Non essendoci regole e rappresentanti eletti chiunque è autorizzato a parlare come ‘sardina’ perchè i promotori si sono più volti riempiti la bocca con la frase ‘le sardine non esistono, tutti sono sardine, nessuno è sardina”.

Mercoledì sera ho preso alla lettera questo principio nichilista situazionista e davanti al Ministero per gli Affari Regionali ho protestato vibratamente con Mattia Santori e le altre Sardine presenti all’incontro per non aver messo nella delegazione una sardina lucana.

Portavo con me una corona d’aglio lucano, simbolo di purezza perchè bianco, di forza perchè saporito, e di salute perchè aiuta ad abbassare la pressione (in questo caso la pressione mediatica che le Sardine Nazionali mostrano di gradire molto essendo sempre in tv e sui giornali con proposte ‘personali mai votate da nessuno’).

Mi è stato risposto che la portavoce delle Sardine Lucane non c’era perchè il gruppo Sardine Lucane glielo aveva proibito.

Ho risposto che il gruppo non ha proibito nulla. Martedì ha semplicemente votato democraticamente per decidere se mandare o meno un rappresentante all’incontro col ministro boccia (quello con provenzano era ormai impossibile perchè l’invito è arrivato a mezzogiorno e solo dopo che avevamo protestato per l’esclusione…l’incontro con provenzano era fissato per le 15).

Il gruppo whatsapp Sardine Lucane ha votato a maggioranza no. Per non farsi umiliare dalle Sardine nazionali che non avevano (a detta dei promotori del no) promosso un percorso di coinvolgimento tematico più volte sollecitato da molti iscritti alle Sardine Lucane (non dalla leader in verità che ha sempre risposto di aspettare Scampia ‘per capire chi siamo’).

(…..) (da tempo, ma oggi Santori me lo ha rinfacciato dicendo “chi siete voi per definirvi Sardine Lucane”) che è stato depositato un marchio e che questo marchio, in un movimento che tutti credono spontaneo , potrà decidere chi è sardina e chi no (esattamente come fanno Berlusconi o Grillo con i loro marchi/partito); e ovviamente buttar fuori i dissenzienti senza nessun ‘processo’ interno democratico, aver dichiarato che le Sardine non saranno un partito sebbene questa decisione da sempre si sa che doveva essere presa a Scampia e dopo una discussione che non c’è invece stata; Scampia sempre più appare come la Versailles di Santori dove sarà incoronato Re Solo.

dichiararsi portavoce o leader quando più semplicemente si tratta di ruoli autoelettivi che nessuno ha mai democraticamente votato….

Le 240mila Sardine del Gruppo Nazionale sanno di essere sotto un marchio? Se lo sapessero vi aderirebbero lo stesso? La politica può essere ridotta ormai da venti anni a marchi e partiti personalistici e lideristici dove chi comanda è il proprietario del marchio e gli ‘attivisti’ che protestano sono subito sbattuti fuori?

Sono pronto a un confronto pubblico con Mattia Santori sui temi della democrazia e del metodo democratico (io adoro al riguardo le idee di Sartori più che di Santori). Perchè allo stato delle cose, per quanto lui dica, siamo sardine allo stesso modo. Solo il processo democratico e una votazione ti rende portavoce, segretario o altro. Finchè non c’è questa votazione io mi ritengo libero di parlare come ‘sardina’ e nessun Santori me lo potrà impedire perchè ‘sardina’ è chi è iscritto ai gruppi Sardine. Stop. Sia in punta di diritto che ovviamente in politica, attualmente questo Movimento non è nulla di organizzato. E dunque in questo caos la mia parola vale quanto quella del leader autoeletto.

L’articolo Sardine come il M5S. Critica il “leader” Santori, e viene espulso con una votazione su WhatsApp proviene da Agenpress.



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