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Agenpress – “I ricollocamenti sono previsti per i richiedenti asilo. Chi non ne ha diritto deve essere rimpatriato. Se un Paese è sotto pressione possiamo attivare uno speciale meccanismo ma comunque chi non ha diritto di rimanere deve essere rimpatriato. Abbiamo previsto un sistema di sostegno finanziario per i rimpatri” mentre “non abbiamo la competenza a livello di Ue per regolare le ong che conducono queste attività di salvataggio”.

Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera è la commissaria Ue agli Affari interni con delega alla Migrazione Ylva Johansson, in merito al nuovo Patto per la migrazione e l’asilo.

“L’immigrazione  non rappresenta affatto una minaccia. Noi abbiamo bisogno di immigrazione, però dobbiamo gestirla bene. Riducendo i migranti irregolari e creando canali per un’immigrazione legale, di lavoratori o di rifugiati”. Alla redistribuzione obbligatoria si è rinunciato “perché bisogna rispettare anche i Paesi che sono contrari”.

“Tutti i Paesi saranno obbligati a mostrare solidarietà, anche se potranno scegliere in quale forma”. Il sistema si applicherà anche per i migranti salvati in mare? “Sì, ma non per tutti i salvataggi. Perché pure il Paese di primo sbarco dovrà prendersi la sua quota. E ci sarà una maggiore flessibilità sulle modalità di supporto. Verranno creati preventivamente gruppi di Paesi disposti ad accogliere i richiedenti asilo in modo da avere un sistema stabile, senza dover decidere di volta in volta”. Rispetto alle navi delle Ong “abbiamo una raccomandazioni per gli Stati: le Ong impegnate sul fronte umanitario non potranno essere criminalizzate. Proponiamo anche un meccanismo di cooperazione tra di loro e gli Stati che sarà coordinato dalla Commissione”.

Alla redistribuzione obbligatoria si è rinunciato “perché bisogna rispettare anche i Paesi che sono contrari”. “Tutti i Paesi saranno obbligati a mostrare solidarietà, anche se potranno scegliere in quale forma”.

 

 

 

 

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