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AgenPress – Adesso ci si mettono anche i guai di natura prettamente informatica, che si vanno a sommare ai tanti già accumulati dal governo Conte in questi mesi di riapertura a dir poco caotica delle scuole. I documenti sulla gara per i banchi sono apparsi sul sito di Palazzo Chigi, dopo gli annunci pomposi del commissario straordinario Domenico Arcuri, per poi sparire però immediatamente nel nulla, non lasciando traccia di sé. Cliccando sulla voce “Elenco partecipanti ed esclusi” l’unica cosa che si ottiene è così una triste pagina di errore, vuota.

Non ci fossero di mezzo milioni di famiglie italiane incredule di fronte al disastro firmato dall’esecutivo giallorosso, capitanato da una mai doma Lucia Azzolina, verrebbe quasi da sorridere pensando a una sorte beffarda che si accanisce anche nell’etere contro il governo, impegnato in una disperata corsa per far arrivare i banchi nelle scuole entro il 31 ottobre. E alle prese con un quadro generale che, da Nord a Sud, non è affatto rassicurante. La lista degli istituti ancora a secco è lunghissima e le soluzioni adottate, nel frattempo, sono tra le più bizzarre mai partorita da mente umana.

In tilt il sito di Palazzo Chigi: sparite le carte di Arcuri sui banchi

A Roma, per esempio, il preside del Socrate ha invitato i ragazzi, in assenza di monoposto, a portare da casa “un piano d’appoggio individuale”. Che non può essere lasciato a scuola, per ovvi motivi, e deve quindi poi tornarsene indietro insieme agli studenti. Il Mattino di Napoli, nel frattempo, pubblicava foto in arrivo dalla Campania e che mostravano gli alunni costretti a usare le sedie come appoggio per libri e quaderni, in assenza d’altro. Un’altra struttura, il Casanova, ha messo al lavoro i propri alunni: i banchi non ci sono? Bene, ce li costruiamo da soli. E giù a lavorare di sega e pialla. Verrebbe da sorridere, come detto, non fosse tutto maledettamente così serio.

In tilt il sito di Palazzo Chigi: sparite le carte di Arcuri sui banchi

Immancabile, ovviamente, che in alcune scuole la situazione fosse tale da spingere alla rabbiosa protesta. Al Copernico di Prato, ad esempio, è già sciopero contro la mancanza di banchi necessari per lo svolgimento delle lezioni. Sommate a tutto questo i problemi relativi al gel consegnato ad alcune scuole e che, dalle analisi, non risulterebbe in linea con le indicazioni necessarie a combattere il Coronavirus, e il quadro è completo: un capolavoro d’arte contemporanea dal titolo “Scuola, un disastro giallorosso”.

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