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AgenPress – Polonia e Ungheria e anche i cosiddetti Paesi frugali (Olanda, Finlandia, Danimarca, Austria) oltre a Belgio e Lussemburgo hanno votato  contro la proposta di mediazione sullo stato di diritto legato alle condizionalità del budget, presentata dalla presidenza di turno tedesca alla conferenza degli ambasciatori Ue (Coreper) di oggi.

Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche europee, il compromesso sul meccanismo dello stato di diritto è passato comunque a maggioranza qualificata. Hanno votato contro, per motivi opposti, i Paesi frugali (Olanda, Finlandia, Danimarca, Austria) oltre a Belgio e Lussemburgo da un lato; e Ungheria e Polonia dall’altro.

Fonti del servizio stampa del parlamento europeo in vista dei prossimi round del 5 e 8 ottobre riferiscono che dopo cinque cicli di negoziati interistituzionali, fra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sul quadro finanziario pluriennale (Qfp) ed il Recovery i negoziati sono ad un punto morto.

Il Consiglio  sta alimentando la storia di cui il Parlamento europeo è responsabile in caso di ritardo del Recovery. La Presidenza tedesca insiste nel mantenere il Piano di ripresa e il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 come pacchetto, accusando il Parlamento europeo per la lentezza dei progressi. Contrariamente a quanto affermato dal Consiglio, il Piano di ripresa e il Qfp non sono collegati. Il Piano di ripresa richiede una decisione sulle Risorse Proprie (già presa dal Parlamento Ue), ma non ha bisogno di un accordo sul bilancio pluriennale.

 

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