Uomini e Donne come Noi in cerca di Libertà

Fornisce la misura o la prova del livello della nostra civiltà umana il problema dell’accoglienza dei profughi, al di là dei pretesti di carattere politico ed economico che qualche politico in cerca di gloria pone sul tappeto, giocando con la superficialità che spesso caratterizza la mentalità di tanti .

Sappiamo far vivere realmente la capacità di essere responsabili della custodia del valore della vita, da esprimere soprattutto nei confronti di coloro che vivono in grandi difficoltà?

Siamo lontani dall’essere capaci di tendere una mano a quanti faticosamente scendono da vecchi e diroccati barconi , racimolati nei rottami dei porti di lontani territori, utilizzati per trasportare chi desidera una vita dignitosa , andando oltre la barbarie delle guerre fratricide e oltre le stragi di innocenti ?

E’ questa la domanda che deve interpellare le nostre coscienze e nessun’altra può precederla . Certo dobbiamo, innanzitutto, chiederci chi siamo.< Solo comprendendo chi siamo , ossia facendo vivere la nostra identità di uomini e donne, possiamo non lascarci “fare il lavaggio” del cervello da quanti sono animati non certamente da preoccupazioni economiche e politiche , ma principalmente dall’odio razzista , dalla mancanza assoluta della capacità di tenere in debita considerazione il valore dell’essere umano, che vive anche in noi in quanto esseri umani.

I profughi sono persone come noi , non vi è dubbio! Non strumentalizziamo i loro bisogni di libertà , di vita , di cittadinanza umana, ma tendiamo loro la mano e non abbiamo paura di farlo. Poi riflettiamo in che modo poter adeguatamente ospitare tanta umanità che fugge dai propri territori , ormai devastati dalla barbarie .

La risposta circa il modo migliore per accoglierli nella nostra Europa sarà dettata non solo dalla nostra intelligenza , ma dalla nostra capacità di amare , di comprendere i sogni di libertà e di progresso sociale e civile che ogni essere umano nutre al di là del proprio credo, della propria provenienza , del proprio colore di pelle, dal proprio stato sociale .

La risposta è un gesto di civiltà che l’Europa saprà ancora una volta esprimere in quanto, da sempre, culla della civiltà umana , non facendosi convincere da tendenziosi ideologi dell’esclusione e dell’inciviltà .

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